Commons MAAM (Roma)

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3 giorni di progettazione e costruzione. In un posto incredibile, in cui l'arte è megafono di problemi e di nodi cruciali della nostra società. Abbiamo messo a confronto l'autocostruzione con materiale di scarto e digital fabrication, abbiamo visto i differenti metodi dietro questi due differenti approcci. Abbiamo recuperato materiale e insieme ai ragazzi e le ragazze che hanno partecipato abbiamo costruito un dondolo. Un oggetto carico di ricordi e di piccoli momenti di gioia per tutti i bambini del Metropoliz. Un ringraziamento a OuiShare, Roma Makers, Maam, Michela e Stefano per il supporto, ad Antonio, Caterina, Flavia, Giulia e Giulio per aver partecipato. Il Commons Camp è un percorso di formazione sull’economia collaborativa e la sostenibilità open-source ideato da OuiShare Italia. Questo percorso è formato da una serie di workshop tematici durante l’anno che culminano in una residenza estiva di una settimana in cui approfondire e sperimentare le possibilità delle connessioni tra makers e permacultori, hackers e biohackers, ricercatori e artisti, amministratori locali e innovatori sociali. #dothingsinreallife

Commons MAAM è stato un workshop di 4 giorni organizzato all’interno del Museo dell’Altro e dell’Altrove, un luogo di autentica innovazione sociale nella capitale, attualmente il terzo museo di arte contemporanea di Roma.

Il MAAM si trova all’interno di Metropoliz, uno spazio occupato esempio di integrazione, recupero, autogestione e sperimentazione di una nuova convivenza urbana. La sua occupazione oltre ad essere una soluzione abitativa per le molte famiglie che ci vivono, è un vero e proprio esempio di come l’arte e il design possano dare un contributo decisivo per facilitare i processi di integrazione.

In quest’occasione Studio Superfluo ha progettato e realizzato insieme ai partecipanti due altalene a dondolo. Abbiamo scelto il dondolo per creare qualcosa di utile per i bambini che vivono lo spazio di Metropoliz. La scelta si è rivelata vincente: siamo molto contenti di vedere che ancora oggi i bambini ci giocano quotidianamente. Obiettivo del laboratorio è stato anche indagare e confrontare attraverso la pratica dell’autocostruzione, i processi e gli strumenti di design delle tecniche tradizionali di falegnameria e quelle quelle della manifattura digitale. Le due differenti modalità costruttive hanno generato morfologie completamente differenti l’una dall’altra appartenenti a due linguaggi di segni completamente diversi. Dopo aver costruito il dondolo con i partecipanti, si è tenuta una sessione di introduzione alla digital fabrication a cura del FabLab Roma Makers su taglio laser e fresatura a controllo numerico, sfruttando materiali di risulta del laboratorio.

Martina Muggiri